dimenticanza

Racconti della complicanza

12.00

I racconti della complicanza non sono sempre storie rassicuranti e privilegiano le atmosfere narrative sospese tra visione e realtà, i percorsi di vita irregolari a quelli regolari, la conoscenza trovata dove meno te l’aspetti rispetto a quella più scontata e prevedibile della verosimiglianza di fatti e personaggi.

Sono a volte come racconti-non-racconti o aspiranti storie zen con personaggi trasversali, aperti a esiti da continuare a immaginare, oltre lo spazio definito della storia che li racchiude. Danno voce ai sussulti delle identità e ai chiaroscuri dei comportamenti, sollecitano i linguaggi dell’ironia e del sarcasmo accanto a quelli della ricerca del senso delle cose, ma non inseguono una morale o un lieto fine a tutti i costi, né sono permeati da una concezione salvifica e necessaria. Si incarnano piuttosto nelle evoluzioni e nelle involuzioni della vita, così come si presenta a volte davanti ai nostri sguardi e alle nostre aspettative poi facilmente disattese.

Esprimono una visione letteraria basata su uno sguardo narrativo che mentre si posa sulle cose già sa che non vi potrà restare fermo a lungo.

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Domenico Laviola

Domenico Laviola (1973), pugliese, si è diplomato presso il Liceo Linguistico Jack London College di Martina Franca e si è laureato in Lingue e Culture dell’Asia Orientale a Venezia presso l’Università Ca’ Foscari. In Veneto ha lavorato per varie testate giornalistiche locali e come web copywriter per aziende private.

Secondo classificato al premio di poesia Walter Tobagi nel 1997, prima di Racconti della complicanza, ha pubblicato il racconto “Venetian Psycho” nell’antologia Raccontare Venezia (a cura di R. Petito). Alcuni suoi componimenti in versi sono apparsi di recente sulla rivista letteraria online Incroci.