Nel liquido paese degli elfi

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C’è un Paese non lontano, ma a molti ancora sconosciuto, dove arrivano storie e vite offese, ignorate, umiliate, ma non vinte. E’il Liquido Paese degli Elfi, un luogo magico abitato da FateMeduseAbbracciose chiamate così perché, con i loro lunghi tentacoli, avvolgono amorevolmente tutti i piccoli che cadono laggiù e che arrivano da ogni luogo della Terra e dello Spazio: dal cielo, dove sono stati aggrappati al velluto blu fino allo scontro con un malvagio e improvviso meteorite; da case respingenti dove le porte sbattono troppo e si sente spesso urlare; da dimensioni di dolore, paura e mancanza di Amore e Accudimento.

Viaggiano con valigie pesanti colme di tristezza e le FateMeduse sono subito pronte a svuotarle per riempirle di luce e speranza. E i piccoli si trasformano pian pianino, sono amati, amano, conoscono la tenerezza di coperte rimboccate, di merende che fanno SPOK quando viene schiacciato il cellophane che le avvolge, di feste e accoglienze gioiose. Costruiscono il loro futuro in attesa di altre braccia che li tengano stretti definitivamente e non hanno più paura. Sconfiggono perfino enormi DinoTirannoCioccoSauriRex e Nere Streghe della Notte e imparano a raccontare storie meravigliose con un lieto fine.

I bambini diventano tutti Piccoli Principi e Principesse. Solo così le favole possono avere veramente questo finale: ”e vissero tutti felici e contenti!” . Si può e si deve fare. Le favole sono un linguaggio per descrivere la realtà.

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Florisa Sciannamea

Grazie a studi musicali e letterari compiuti nella sua città natale, Bari, nel corso degli anni si è distinto come docente e come violinista in complessi da camera e lirico-sinfonici.

Vincitore della cattedra di Educazione Musicale e incaricato di Storia della Musica al Conservatorio di Bari (su chiamata di Nino Rota), durante il decennio 1980-1990 per l’ente artistico teatro ‘Petruzzelli’ ha ideato spettacoli di risonanza e diffusione internazionale: il Barbiere di Siviglia di Paisiello e la Iphigénie en Tauride di Piccinni.

Nell’Ateneo barese, dal 1974 al 2017, è stato assistente, contrattista, ricercatore e infine professore associato di Storia della Musica Moderna e Contemporanea ricoprendo anche le cariche di segretario regionale dello SMI/CGIL (Sindacato Musicisti Italiani), di membro del Centro Ricerche Avanguardie (CRAV), di cofondatore del Centro Universitario Teatro Arti Musica Cinema (CUTAMC) e della orchestra universitaria barese (ATHENAEUM). Sin dal 1983 fa parte come corrispondente della redazione della rivista nazionale «Musica/Realtà» e collabora con riviste specializzate e quotidiani on-line.

Vanta una produzione scientifica di un centinaio di contributi tra monografie, articoli e saggi musicologici. Nel 2008 ha vinto il ‘premio Paisiello’ e nel 2018 è stato insignito del Premio alla Cultura con la seguente motivazione: ‘Per aver sempre valorizzato il rapporto tra cultura, musica e tradizioni del Sud ’.